Di Ruderi e Scrittura

Testimonianze su La Fata della Casa

3237051_1428_fantasma_600x283

“Quello della Fata della Casa è un argomento che mi porta indietro di tanti anni. Io, piccola di due anni, ero su un terrazzo diviso tra noi e la vicina da una rete alta e dai fori piccolissimi. Mamma mi lasciò un secondo da sola su quel terrazzo per prendere un oggetto sul tavolo all’interno e quando uscì mi ritrovò dall’altra parte, sul terrazzo della vicina. Come sia successo non lo sappiamo, ma mia zia, che vedeva la fata della casa, le disse che noi dovevamo andare via di lì perché non era buona e prima o poi ci avrebbe fatto del male. Dopo altre situazioni negative ci siamo trasferiti. Mia zia ci disse che dove siamo ora è bravo e c’è l’ha descritto. È un giovanotto che era sempre in camera nostra. Zia morì e dopo parecchi anni a casa è venuto il suocero di mia sorella e ci disse la stessa cosa. Ci indicò lo stesso luogo dove questo ragazzo si metteva. Mia zia e il suocero di mia sorella non si erano mai incontrati. Noi lo salutiamo spesso.”

Annunziata Cavaliere, Bari


“La fata della casa era la prima persona o animale che passava quando la casa era in costruzione e lasciava la sua ombra. Mia madre mi raccontava, che quando mio padre andò in guerra, e perciò lei era sola, la notte dormiva insieme a lei un gatto, che la mattina scompariva. Lo vedeva solo lei e non dava fastidio. Infatti, esiste l’abitudine di dire buongiorno o buonasera quando si entra in casa alla fata della casa e se questa era cattiva molti la chiamavano Malombra.”

Gaetano Bressan, Bari


Ricordo che mia madre mi raccontava di questa convinzione popolare e facendo finta di essere scettica, diceva
Sono le cose delle femmine di una volta! Ho sempre pensato che in cuor suo ci credesse un po’ anche lei. Non saprei darle un nome diverso, la fata della casa, mi piace e mi sembra molto romantico. So che esiste un ritornello per salutarla e se ricordo bene le parole, quelle che la mamma pronunciava, erano: “BBuènn ggiòrne patrune de case, u male ièsse e u bbuène trase” (Buon giorno padrone di casa, il male esca e il bene entri)

Maria Pia Lomuscio, Bari


Mia nonna materna era in attesa del suo secondo figlio e aveva la pancia alquanto prominente (lei era anche cicciottella). Sbatteva in continuazione a spigoli e mobilia varia. Imprecava nel modo che non ripeterò dicendo che era stanca e che era tutta colpa Sua, della casa.
Una notte, dal suo comodino, una figura allungata vestita di nero è uscita e le ha afferrato la pancia. Nonno dormiva e lei cercava di gridare a più non posso per cercare aiuto. La figura diede queste testuali parole: “se maledici ancora la casa ti faccio perdere questo bambino!”
La mattina seguente, mio nonno rimase di sasso nel vedere  i segni di due mani che avevano afferrato la pancia con veemenza. Da allora, nonna ha imparato. Come abbiamo imparato noi. Ha comprato casa successivamente, ma solo dopo la sensazione positiva che ha provato quando è entrata nel nuovo appartamento. Il cambio è stato dettato dal fatto che di figli ne ha fatti altri tre. Probabilmente, io devo la mia nascita grazie al ravvedimento di mia nonna di quella notte, ma soprattutto grazie alla Fata della Casa del quartiere Libertà.

Imma Giliberto, Bari

 

Io ho giocato per oltre due anni con un neonato. Non si faceva vedere, mi portava in giro per la casa volando. Poi, una notte, dopo l’ennesimo volo, ho visto questo corpicino vestito di bianco che ondeggiava nella stanza sino a sedersi su una pianta che era posizionata di fronte al letto. Mi ha sorriso affettuosamente e compiaciuto, e di lì in poi non lo vidi più.   

Michele Lorusso, Bari

Copyright.svg Tutti i diritti riservati

Autumn 2018 (1)

Hai una storia da raccontare? Commenta in pubblico sul blog o invia una email

 

1 risposta »

  1. Si dice che mio nonno materno, essendo “mest d’ascie” è diventato fata della casa in una casa del quartiere San Pasquale di Bari. Mentre mio nonno paterno ha dovuto lasciare una casa al quartiere Libertà perché la fata della casa (un o zingaro con cappelli lunghi e ricci) era ostile… Presenza confermata da iuna mia zia, allora bambina che dice va di vedere “la Madonna dai capelli ricci”…

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...