Storie al focolare

Mezzo Culo – La storia

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Nell’Italia che fu, ascoltare i racconti dai nonni e intorno al braciere era un vero spasso. Specie se ad accompagnare la narrazione c’erano castagne, patate calde o olive cucinate sotto al braciere. Chi ha avuto la fortuna di vivere quei tempi, ricorderà ancora l’odore delle buccia di mandarino che veniva gettata nel fuoco e usata come effusore.

Prima di spiegarvi chi è Mezzo Culo, permettetemi una breve digressione per soffermarmi sul mangime per le galline che ritroverete nel testo. In Calabria, e non solo, il becchime veniva chiamato canigghja. Ricordo che la mia vicina di casa usava la parola canigghja come formula per scacciare le occhiate di invidia che portavano al malocchio. La sua frase magica era:

Li malanova sunnu comu la canigghja cu li manna poi si li pigghia”,

Una frase che sapeva un po’ da specchio riflesso e che starebbe a significare “Le maledizioni sono come la crusca, che ricadano su chi li manda”. Svelata la formula e reinterpretata come “canigghja, canigghja cu mi manda mi si pigghia!, da bambino, un po’ per gioco, un po’ perché non si sa mai, iniziai a usarla anche io.

Di Mezzo Culo, come tutte le storie tramandate oralmente, esistono diverse versioni, ma la più accreditata a Bari, è

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Alfredo Giovine

certamente quella dello scrittore Alfredo Giovine. Nel libro ‘Le stòrie de nonònne Iangelìne’ (1967), tra le righe di questo coinvolgente racconto, Giovine ci rivela il curioso soprannome di Angelina.

“Mezzo Culo, con un lenzuolo in testa, un bastone di ferro in una mano e un campanello nell’altra, uscì di casa digrignando i denti (pochi in verità) e lanciando fulmini giunse all’abitazione degli ingrati. Con un colpo d’anca spalancò il portoncino e imboccò le scale. Ma appena pose il piede sul primo gradino scivolò e si fratturò una gamba. «Ah!», gridò per il dolore e per la rabbia, «mi verrete tra le mani!».”  

La furente Angelina, dunque, spalancò il portoncino con la forza di una sola natica (un colpo di mezzo-culo, insomma) e con la stessa tecnica irruppe nell’abitazione. Angelina è esistita veramente?  Sì, e io ne ho le prove!  

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Vito Signorile

Curiosi? Ci vediamo al prossimo articolo.

Nel frattempo non perdete il racconto completo di La Storia Mezzo Culo! Cliccando su una delle immagini potete scegliere la lettura in dialetto barese o in italiano e ascoltare la superba interpretazione dialettale dell’attore Vito Signorile.

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Si ringrazia il direttore dall’Accademia della lingua barese “Alfredo Giovine”, Dr. Felice Giovine.

Bibliografia ed emerografia:
Alfredo Giovine, «Le stòrie de nonònne Iangelìne», Biblioteca dell’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi, Bari, 1967; Alfredo Giovine, 
«Stòrie epatòrie alla barese», ne : «La Gazzetta del Mezzogiorno», Bari, 10-10-1982.

Divulgazione web: Gigi De Santis, Centro Studi “Don Dialetto” – (Ricerca e Divulgazione della Cultura Popolare Barese)

Autumn 2018 (1)

Categorie:Storie al focolare

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