Di Ruderi e Scrittura

La Storia del Peto

latagliatricedivermiloghi1Le storie del popolino – un po’ crude se rilette al giorno d’oggi, ma all’epoca divertenti – erano narrate in famiglia e tra i vicini di casa attorno al più celebre dei focolari domestici: il braciere. La storia del Peto è tratta dalle Stòrie de Nononne Iangelìne di Alfredo Giovine, un libricino che auguro a tutti di poter leggere. Rappresenta al meglio la cultura popolare e contadina dei nostri avi, in tutta la sua allegria e argutezza. Ventitré racconti di gente comune, in cui il gioco della vita e della morte esorcizza, con un sorriso e non troppa morale, le difficoltà di un’epoca caratterizzata da alta mortalità e disparità sociale.

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erano una volta marito e moglie i quali ogni giorno invitarono a pranzo due loro amici sposati. Appena questi giunsero, la padrona di casa cominciò a dar fuoco alla legna per cucinare. E soffiava, soffiava. La legna però stentava ad accendersi, e la donna soffiava più forte. Ad un tratto, per lo sforzo, le sfuggì un peto. La povera donna, al colmo della vergogna esclamò «Terra, apriti e inghiotti questa donna onorata, il signor Peto l’ha svergognata.» E ripeteva sempre le stesse parole, fino a quando sotto i piedi si aprirono delle crepe e fu inghiottita nella voragine. Giunta al centro della terra, si trovò di fronte ad un signore seduto su un trono che le domandò: «Perché sei venuta qui?» La donna, rossa dalla vergogna, disse: «Io non voglio niente. Mi trovo qui perchè, mentre stavo soffiando sul fuoco, mi è scappato un peto e per la vergogna ho detto: «Terra apriti e inghiotti questa donna onorata, il signor Peto l’ha svergognata. Io avevo visite e puoi capire la mia vergogna.» Il signore si rivolse allora al Peto e domandò se fosse vero quello che la donna asseriva. «Sì, signore», rispose il Peto. «Ella si è sforzata eccessivamente e sono stato costretto a uscire con la violenza.» «Allora», disse il signore al suo cassiere, «dà a questa donna trecento ducati e molte botte al Peto.» La donna ringraziò e tornò a casa dove l’attendevano gli ospiti e il marito ai quali raccontò tutto.

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Gli amici, quando furono a casa loro, progettarono di fare la stessa cosa. Perciò la donna preparò della legna e si mise a soffiare sulla parte accesa, ma il Peto non usciva. Il marito le diceva di sforzarsi e finalmente, dopo un ennesimo sforzo, violento, invece di uscire un bel peto robusto e sonoro, uscì un filo di voce lamentosa (una «fetecchia», come direbbero i Napoletani.) La donna approfittò subito per dire «Terra, apriti e inghiotti questa donna onorata, il signor Peto l’ha svergognata.» La terra si aprì e la donna precipitò dove era il ben noto signore che le domandò come si trovasse là. «Stavo soffiando sul fuoco.» , disse la donna, «quando senza volerlo mi è scappato un peto; allora ho detto: «Terra, apriti e inghiotti questa donna, il signor Peto l’ha svergognata.» Il signore, dopo averla ascoltata con attenzione, volle accertarsi se ciò che aveva detto corrispondesse a verità e chiese al Peto: «Signor Peto, è vero che sei uscito in seguito a uno sforzo?».«Io non volevo uscire», riposte il Peto, «lei si è sforzata apposta per provocare la mia fuoriuscita ed io sono uscito pian piano, debolmente.» «Ah!, e così stanno le cose?» esclamò contrariato e infuriato il signore, «allora trecento ducati al Peto e alla donna trecento legnate sulle natiche.»              

Alfredo Giovine, Le Stòrie de Nononne Iangelìne, Centro Studio Baresi, Bari 1967

La madre di Alfredo Giovine, l’amata “nononne Iangeline”, fu la devota musa del popolo del poeta. La donna che tramandò allo scrittore e storico Alfredo Giovine il rito segreto che una segnatrice, la tagliatrice di vermi, pratica ogni volta che tenta di far guarire il bambino.

Qui  il primo dei due articoli riguardante “il taglio dei vermi”

Tratto dal libro “La Tagliatrice di Vermi e altri racconti”, di Gaetano BarrecaWip Edizioni.

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Si ringrazia l’Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine” e il suo direttore, Felice Giovine, per aver concesso la pubblicazione di questo scritto all’interno del libro La Tagliatrice di Vermi.
In foto: Alfredo Giovine intervista il popolino

Per saperne di più vi invito a visitare la pagina www.gaetanobarreca.com

4 risposte »

  1. Bellissima! Fa riflettere sulla intenzionalità dei peti e l’eventuale loro strumentalizzazione. Pregevole poi la piega esoterica che prende con quei trascorsi al centro della terra, roba da fare impallidire , anzi petare , Jules Verne!
    Ci hai fatto sbellicare , grazie per la perla 😀

    Piace a 1 persona

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