Di Ruderi e Scrittura

Il Sonno di San Giovanni

A differenza di Roma, Bari aveva già molte storie e tradizioni legate alle streghe e, riservandosi il diritto al baccano della vigilia, inventò una nuova tradizione.

Una leggenda narra che san Giovanni cadde in un sonno profondo durato tre giorni e tre notti. Era talmente profondo che nemmeno Gesù riuscì a destarlo. Al suo risveglio, Gesù gli disse: “Ieri è stato il tuo onomastico e non te ne sei accorto!”
Secondo la fantasia popolare, in questa ricorrenza tutti dovevano stare alzati e far fracasso con trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi, per aiutare Gesù a svegliare il Battista prima del suo onomastico. Chi portava il nome di Giovanni, poi, doveva onorare il Santo addobbando con festoni lo spazio in cui abitava, che si trattasse di una via o di una corte, e imbandendo un banchetto con il tradizionale piatto stracolmo di pasta minuicchi con pomodorini freschi e ricotta marzotica, e altre prelibatezze tra cui i fichi fioroni. Erano chiassose e gaie tavolate all’aperto: sui terrazzi, sui balconi, per le strade, dinanzi agli usci dei bassi, nelle corti e nei vicoli della Città Vecchia, dove famiglie, amici e conoscenti si riunivano con gioia a dispetto di qualsiasi miseria umana. Era anche il tempo delle serenate d’amore sotto il balcone, e le donne “vacantine”, così si chiamavano le ragazze in attesa di marito, traevano gli auspici per conoscere il mestiere del futuro consorte. Seguendo un antico rito, si faceva fondere sul fuoco del piombo, per poi gettarlo incandescente in un recipiente d’acqua, nel quale si solidificava assumendo le forme più strane. Dall’interpretazione di quelle forme, le ragazze avrebbero potuto capire il mestiere del futuro marito.

La dea dell'estate - Cattedrale di San Sabino 2018- Giuseppe Roffo

LA DEA DELL’ESTATE – La Ruota delle stagioni ci porta al SOLSTIZIO D’ESTATE. È il 21 Giugno il giorno in cui il sole raggiunge l’apice della potenza e si mostra a noi in tutto il suo splendore – Cattedrale di San Sabino – Bari – Fotografia Giuseppe Roppo.

Il solstizio d’estate nella Cattedrale di San Sabino

Nel giorno del solstizio d’estate, un raggio di sole colpisce la navata centrale della Cattedrale di San Sabino a Bari e, attraversando il finestrone della facciata principale, fa sì che i diciotto petali del rosone vengano proiettati in coincidenza del mosaico posto ai piedi dell’altare. Il fenomeno si ripete ogni 21 giugno alle 17:10. La luce penetra nella chiesa e dà il benvenuto all’estate. Si tratta di una precisa volontà di architetti e astrologi che, nel XIII secolo, scelsero un punto ben determinato per ricostruire la Cattedrale e modellare il mosaico e il rosone. Inoltre la Cattedrale, e dunque la facciata, è rivolta a oriente, secondo il dogma teologico vigente all’epoca. È scritto infatti che la Croce di Cristo fu eretta sul monte Calvario a guardare verso ovest, quindi i fedeli in adorazione devono essere rivolti a est, che per antica tradizione è la zona della luce e del bene. Gesù Cristo salì in cielo a oriente dei discepoli ed è consuetudine che così facessero anche i Martiri. Sempre secondo la tradizione, l’aurora è il simbolo del Sole della Giustizia che si annuncia e anche il Paradiso Terrestre veniva ritenuto, dai primi cristiani, collocato genericamente a oriente. Il Concilio di Nicea del 325 d.C. ribadì chiaramente il criterio “Versus Solem Orientem”, conosciuto sin dalla remota antichità, era comune infatti anche ai templi pagani, soprattutto greci.

La scoperta del miracolo della luce

La scoperta del miracolo della luce nella Cattedrale di San Sabino è piuttosto recente. A compimento dei lavori di restauro che interessarono la Cattedrale per ben tre anni (2002-2005), l’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Monsignor Francesco Cacucci, decise di cambiare la disposizione dei banchi del tempio, per rendere visibile il bellissimo rosone musivo del XIII secolo, celato da tempo e collocato proprio ai piedi dell’altare. Così facendo, permise l’incredibile riscoperta del miracolo della luce.

Era il sei giugno del 2005, un lunedì di ordinaria routine, quando il canonico e penitenziere Monsignor Ignazio Fraccalvieri era assorto a pregare nel confessionale. Michele Cassano, scrittore e sacrista della Cattedrale di San Sabino, si trovava sull’ambone a collocare il lezionario in preparazione alla messa vespertina. Era un tranquillo pomeriggio e la chiesa, in attesa dei fedeli, era silenziosa e illuminata dai raggi del sole. Stante sul lezionario, Michele osservava dinanzi a sé il lungo corridoio d’ingresso che, secondo le disposizioni dell’Arcivescovo di Bari-Bitonto, era finalmente libero dai banchi per rivelare il mosaico musivo. Un po’ come Mosè e il suo popolo tra le acque del Mar Rosso, Michele provò probabilmente un gran senso di ariosità e, ordinando il lezionario, l’attenzione del sacrista fu catturata dai riflessi del sole che filtravano dal rosone centrale. Questi, risplendendo in diciotto petali, apparvero lambire il mosaico musivo, prima celato dalle panche, posto dinnanzi all’altare. Il sacrista lo “scoprì” di stessa forma e dimensioni del rosone della facciata e, trasecolato alla vista, riferì subito a Monsignor Fraccalvieri. Quando don Ignazio lo vide, rimase basito e pieno di entusiasmo. Probabilmente sospettando dell’antico rito legato al solstizio d’estate, disse al sacrista di fotografare ogni giorno la posizione della proiezione del motivo ornamentale all’interno della Cattedrale. II 21 giugno, accadde il miracolo della luce: Beppe Gernone fotografò per la prima volta la proiezione posarsi perfettamente sul pavimento musivo. Erano le 17:10.

Negli anni successivi il miracolo della luce è diventato un evento sempre più conosciuto e partecipato nella città di Bari.

Giuseppe Rogo-CATTEDRALE DI BARI-solstizio2018

Cattedrale di San Sabino, Bari. 21 giugno 2018. Fotografia di Giuseppe Roppo.

Il mistero celato nei secoli

Quindi l’incredibile scoperta, stando ai fatti, avvenne semplicemente per una nuova disposizione dei banchi della chiesa, che rivelò il mosaico del rosone celato da secoli. Il discorso non fa una piega se non si è curiosi ma, da ricercatore, non ho potuto che pormi qualche domanda: come è possibile che un evento così unico e spettacolare sia stato dimenticato col passare dei secoli? D’altronde la chiesa era stata costruita con lo scopo di esaltare il solstizio e rendere gloria alla grandezza di Dio e del Creato. Qualcosa non tornava. Decisi così di contattare il sacrestano Michele Cassano, che già conoscevo per i suoi libri su Bari Vecchia, e porgli la seguente domanda:

 “Per caso si sa come mai il culto era stato dimenticato? Probabilmente ci sarà stata qualche proibizione ecclesiastica, ma non riesco a trovare nulla sui miei libri o online, tu sai qualcosa a riguardo?”

La prossima settimana  risponderò a una domanda che mi ha ossessionato per mesi: perché il miracolo della luce della Cattedrale di Bari è rimasto celato per secoli e riscoperto solo il giorno del Solstizio d’Estate del 2005?
Come sempre, sarà un altro articolo intriso di mistero e cultura, vi aspetto!

Gaetano Barreca

Continua: il mistero della cattedrale di Bari e l’orientamento astronomico delle chiese
Qui altri articoli: “di ruderi e di scrittura

Tratto dal libro “La Tagliatrice di Vermi e altri racconti”, di Gaetano BarrecaWip Edizioni.

Autumn 2018 (1)

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2 risposte »

  1. Giovanni Cafaro (da Facebook)

    Il suo martirio ce lo ricorda anche una traduzione dal greco in latino dell’opera dello storico ebreo Giuseppe Flavio e risalente al tardo impero:Occisus erat ante mortem Iesu Baptista Iohannes uir sanctus, qui numquam in secundis salutis ueritatem posuerit. Denique ad omnia, quae plena iustitiae docebat, quibus ad cultum dei inuitabat Iudaeos, etiam baptismum propter purificationem animae et corporis instituerat. Cui causa necis libertas, quod perpeti nequiuit ab Herode fraterni uiolata conubii iura germanoque abductam coniugem.

    Giovanni Battista, uomo santo, era stato ucciso, prima della morte di Gesù, egli che mai avrebbe riposto la verità della salvezza negli eventi successivi (alla venuta di Cristo). Pertanto invitava i Giudei ad accostarsi a tutte le cose che, piene di giustizia, insegnava, con le quali li invitava al culto di Dio, aveva anche istituito il battesimo per la purificazione dell’anima e del corpo. A lui la libertà fu causa di morte violenta, poiché non potè sopportare che fossero state violate da parte di Erode i diritti del matrimonio del fratello e che la moglie fosse stata sottratta al fratello.

    Historiae libri 5
    Hegesippus (Ps.)
    saec. IV

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  2. Simpatica tradizione di Bari su San Giovanni mi giunge nuova. Qui a Roma, la “Notte di San Giovanni” vedrebbe le “streghe” ( che sarebbero le anime inquiete di Erodiade e di Salomè ) aggirarsi intorno alla Basilica Lateranense e nelle immediate vicinanze di Piazzale Appio; di qui l’usanza di lasciare una scopa fuori della porta di casa, perché le streghe, prima di entrare, devono contare tutti i rametti di saggina della scopa, e ora che finiscono di contarle, la notte è già passata e devono andarsene. Tale stratagemma conferma quanto sia vero ciò che si dice di noi romani: “In ogni romano c’è sempre un gran fijo de…” ( A Roma “fijo de na…” significa “furbo”, uno che non si fa fregare facilmente ).

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