Dopo il Funerale: Novembre 1975

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Sinossi

Gaetano Barreca - Dopo il Funerale - Cover Kindle (1)

1975, Bari. Luigi è appena tornato da Roma per passare un po’ di tempo in famiglia e riappropriarsi della propria vita, delle abitudini con il  vicinato e dei vecchi amici che poco sanno dei complotti e degli attentati alla Repubblica che avvengono nella capitale. Tra lobby di potere e servizi segreti deviati, nella sua tesi di laurea Luigi segue le stesse indagini di Pierpaolo Pasolini sul petrolio, e proprio il violento omicidio di quest’ultimo lo riporta a casa sconfitto e deluso.

Saranno le stravaganti donne del vicinato, la Gnura Gina e la palermitana Santina con la sua statua di Santa Rosalia sempre affacciata al balcone a dare nuova vivacità al ragazzo. Luigi riuscirà a trovare la propria strada e concepire il progetto per un’economia sostenibile ispirata al modello di Comunità proposto dal senatore Adriano Olivetti.

“Dopo il Funerale: Novembre 1975” è un romanzo corale in pieno stile anni ‘70 in cui tra le feste di quartiere, le gare sui tacchi dodici ed i comizi di Berlinguer il futuro dell’Italia ha ancora il sapore di opportunità.

 

Dove trovare il romanzo

Ordinabile in tutta Italia nelle Librerie Giunti al Punto e disponibile a:

  • BARI- Libreria Mondadori – Via Melo 186
  • BARI- Libreria Di Marsico – Via Calefati 134
  • BARI – Libreria Libreria Quintiliano – Via Arcidiacono Giovanni, 9
  • BARI – Libreria Zaum – Via Cardassi, 85/87
  • BARI – Libreria Campus – Via Toma 76
  • BRESCIA – Libreria Tarantola 1899 – Via Fratelli Porcellaga 4
  • CALIMERA (LE) – Libreria Volta La Carta – Via Atene 39
  • GRAVINA IN PUGLIA – Cartoleria Libreria Parrulli Vincenzo Via Matteotti 26
  • LECCE – Libreria Icaro Bookstore – Via F. Cavallotti
  • MESAGNE (BR) – Mondadori Bookstore Lettera 22 – Via Marconi 133
  • PALERMO – Libreria Macaione – Via Marchese di Villabianca 102/a
  • REGGIO CALABRIA – Libreria Nuova Ave – Corso Garibaldi 206
  • REGGIO CALABRIA- Libreria Mondadori – Porto Bolaro Shopping Center
  • TRANI (BT) –  Libreria La Luna di Sabbia – Via M. Pagano 193

Nel web – Disponibile in eBook e formato cartaceo su:
Amazon.it  / Google Play  / iTunes

In biblioteca 

  • GARGALLO (Novara) – Biblioteca Comunale Maria Montessori, Piazza Carlo Baroli 2

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Libro della settimana scelto dalla redazione di  Ladante.it

Di seguito due recensioni di chi ha letto il libro

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“Attratta da una foto sul web di Enrico Berlinguer circondato dai sorrisi di donne del popolo, sono arrivata al romanzo Dopo il Funerale. Inaspettato, emozionante. L’autore è riuscito a descrivere la gioia del vivere degli anni ’70, il sacrosanto pranzo della domenica coi parenti, la partita del pallone, i dischi in vinile, le ardenti passioni politiche e il sogno di una ragazzina di quattordici anni che metterà in subbuglio le sorti di un’intera città.
Esistono tanti punti di vista in questo romanzo, tanti personaggi di cui innamorarsi e per cui incrociare le dita. Dal mio io donna, quale fiera femminista degli anni ’70, sono stata irrimediabilmente attratta da Loredana Lorusso, una ragazza tosta che non rinuncia mai ai suoi punti di vista. Fuori casa lotta contro un mondo maschilista e autoritario, ma nel rifugio della sua cameretta legge i fotoromanzi Lancio e sogna di incontrare il suo Franco Gasparri. Lo desidera tanto, da rivedere il fotomodello nella persona di Nicola Galvario, un uomo affascinante e fiero già sposato con Mariuccia, figlia dei D’Artano che controllano il mercato delle bionde nel barese. Il matrimonio e la Camorra non fermeranno di certo la temeraria Loredana che con la sua amica e vicina di casa progetteranno un piano conquista dell’amato degno di una teenager in piena tempesta ormonale. Loredana riuscirà a rivelare i sentimenti a Nicola, ma il resto della camorra barese è in agguato e userà il pretesto del tradimento di Nicola a Mariuccia per fare iniziare una guerra di mafia per poi impossessarsi dei territori controllati dai D’Artano.
Un’avventura fantastica, appassionante che porterà il lettore a conoscere i luoghi, le storie e la cultura del popolo barese, riscoprendo la gioia del vivere degli anni ’70. Anni che i libri di storia ci hanno consegnato come cupi, anni fatti di bombe e disperazione, ma chi li ha vissuti, al contrario, riconosce gli anni ’70 come uno dei periodi più belli e fieri del popolo italiano. Ringrazio l’autore per aver scritto questo romanzo, se potessi lo abbraccerei, leggendo l’ultima pagina mi ha donato un sorriso che sono sicura non svanirà!”

Roberta Guglielmini dal blog Cultura al femminile

 

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“Benché’ l’inizio possa apparire leggermente slegato dal contesto, questo appare più chiaro nel confronto diretto – a botte – tra Luigi e il suo amico d’infanzia Nicola.

Dopo il Funerale è un romanzo politicamente corretto, se di politica si vuol parlare. Almeno dal punto di vista italiano. Il 1975 è secondo l’autore un anno di svolta, in cui all’Italia viene dato un ultimatum alla scelta del suo ruolo all’interno della Guerra Fredda, tra URSS e US. È l’anno in cui Aldo Moro risponde positivamente al Compromesso Storico promosso da Enrico Berlinguer, in cui entrambi ardevano per una politica filo-italiana. È l’anno in cui accrescono, in modo sempre più infimo, gli intrighi di palazzo e che si concluderanno – è chiaro per chi conosce la storia politica italiana anni ’70 inizio ’80 – con l’avvento di Piersilvio Berlusconi al potere, l’epoca in cui gli intellettuali verranno messi alla berlina per fare spazio agli opinionisti e si farà un copia-incolla tutto italiano del modello di politica Reagan – un viso noto scelto dalle lobby e votato dal popolo.

Il romanzo incomincia proprio dieci giorni dopo i funerali del poeta Pierpaolo Pasolini e da qui ne deriva il titolo del libro, Dopo il Funerale.

L’omicidio di Adriano Olivetti, Enrico Mattei, l’attentato a Berlinguer in Romania, anni prima dell’omicidio Moro, fanno da sfondo alle ricerche del giornalista barese, Luigi, che sognava un’Italia democratica governata dal suo stesso popolo e non nazione prostituta e violentata da governi capitalisti.

È novembre, dopo l’orazione funebre di Moravia al poeta, a Campo dei Fiori, Luigi da Roma decide di tornare a Bari, ha paura. Nasconde le sue ricerche alla famiglia e agli amici sperando di non essersi avvicinato troppo alla verità e mettere in repentaglio la vita sua e dei suoi cari. È stordito. Non rinuncia ai suoi ideali, ma va alla ricerca della vita semplice che aveva lasciato dietro di se, come l’emozione di partecipare alla Festa del Vicinato e i batti cuori da bar tra Zì Ninì e la Vecchia , una coppia di anziani che fingono di non amarsi a dispetto dell’evidenza dei fatti. Sono teneri, così come tutte le relazioni di paese, della gente semplice.

Mi sono appassionato di questo romanzo, conoscevo la storia di Pasolini e le sue ricerche ma avevo mancato di capire che l’Italia degli anni ’70 deve essere considerata in una visione più ampia, nel suo contesto mondiale. La curiosità mi ha permesso di contattare su Facebook Barreca, lo scrittore, e chiedere quale grande quesito politico muovesse il suo romanzo. Mi ha risposto con semplicità, idee chiare, che la domanda che il lettore doveva porsi è “Chi ci governa davvero?” e da qui ho ben compreso la profonda attualità di questo scritto.

C’è tanto di cui parlare in questo romanzo, la contrapposizione tra profondità d’intenti e la vita semplice, la bellezza del popolo italiano nella sua varietà e unicità concepita attraverso il racconto di tradizioni locali o vecchie ripicche da quartiere.

Penso a me come adulto, come è diverso questo 2016 rispetto agli anni ’70 e ho malinconia di quella che fu la mia spensierata Bologna prima delle bombe, ma credo anche, anzi ne sono sicuro, che quella bellezza possa tornare, rimergere almeno per me, nella mia quotidianetà. Comincerò ad apprezzare il rumore della caffettiera la mattina e l’aroma del caffè che si diffonde per casa, a “subire” le chiacchiere dei miei vicini con il sorriso in volto. Quei vicini che come l’autore scrive: “Per Luigi e tutti i condòmini, i vicini di casa non erano semplici conoscenti. Erano come di famiglia e, anche se non sempre interessanti, le storie su di loro avevano la capacità di risultare rassicuranti. Perché, oltre ai genitori e agli amici di allora, nella loro retorica erano le sole testimoni di quello che si era stati e non si era più. Un punto fermo nel percorso della vita.

Siamo un popolo meraviglioso!”

Marco Mattioli da Goodreads

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