Arte e Musei

La meccanica dei santi viventi – National Gallery

Articolo di Nicola Degli Innocenti su Il sole 24 ore – 1 giugno 2013Immagine

LONDRA – La National Gallery due anni fa aveva fatto una scelta soprendente chiedendo a Michael Landy di diventare “artist in residence”. Landy, che faceva parte del movimento “Young British Artists”, era celebre per la forza dirompente e distruttiva della sua arte – nel 2001 con ‘Break Down’ aveva catalogato e poi sistematicamente distrutto tutti gli oggetti che possedeva tranne gli abiti che indossava. L’idea era di radere al suolo il passato per ricominciare da zero.

Ora, dopo avere passato due anni a osservare e studiare i tesori del passato della National Gallery, Landy presenta la sua interpretazione in una mostra di nuove opere che il museo londinese ospita. La tendenza a distruggere e smembrare é ancora presente, ma questa volta é una forza creativa che serve a illuminare e a riscoprire opere note. “Saints Alive”, il titolo della mostra, rispecchia l’intenzione dell’artista di ‘riportare in vita’ i santi.  Landy ha dedicato la sua attenzione soprattutto ai quadri del primo Rinascimento che raffigurano i santi, meditando sulla loro abnegazione e sulla vita di sacrifici alla quale si erano votati. Il risultato sono opere straordinarie – statue cinetiche alte tre o quattro metri di gesso e vetroresina ispirate dal San Pietro di Carlo Crivelli, la Santa Apollonia di Lucas Cranach o il San Geremia di Tura, santi riconoscibili per gli strumenti del loro martirio. Le statue sembrano immobili e statiche, ma all’improvviso si muovono rumorosamente, mettendo in mostra tutti gli ingranaggi di cui sono composte.
L’effetto é volutamente sorprendente. La spada di San Giorgio non cade sul feroce drago rosso, ma sulla testa del Santo, evocando le sue sofferenze. Santa Apollonia, alla quale furono strappati tutti i denti, qui si infila le pinze in bocca e si tormenta meccanicamente il viso, graffiando la pelle e scrostando il gesso. San Geremia si batte dolorosamente il petto con un sasso. San Tommaso, raffigurato da una grande mano senza corpo, colpisce ripetutamente il petto di Gesú: il movimento brusco e meccanico, ripetuto ad infinitum, sottolinea la brutalitá del gesto ma anche la crudele, errata incredulitá di Tommaso.
I movimenti durano pochi secondi, si interrompono e poi riprendono, come il martirio dei santi ha avuto breve durata ma nelle opere d’arte e nell’immaginario collettivo continua per l’eternitá. La ripetizione non sminuisce l’importanza del martirio ma amplifica anzi la grandiositá del sacrificio, simbolo di forza d’animo, fede e convinzione.  Le sculture di Landy non solo ci portano dentro la vita dei santi ma ci costringono anche a osservare in modo nuovo e diverso i quadri ai quali le opere si ispirano. La coraggiosa lungimiranza della National Gallery nel dare spazio, tempo e libertá assoluta di espressione a Landy dimostra come un dialogo tra arte del passato e arte contemporanea sia possibile e fecondo.

Michael Landy
Saints Alive
Fino al 24 novembre 2013
National Gallery, Londra

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