Riflessioni

Il Peter Pan dimenticato di J.M. Barrie

Peter Pan nei Giardini di Kensigton di J.M. Barrie

“Peter ha solo sette giorni di vita, e come tutti i neonati è per metà un uccello e per metà essere umano ; per questo, quando sua madre lascia inavvertitamente una finestra aperta, lui riesce a volare via dalla sua casa di Londra e arriva ai Giardini di Kensington. Qui un corvo di nome Salomone Gracchia gli rivela che in realtà lui non è un uccello ma un bambino: quando Peter apprende la realtà, perde automaticamente la facoltà di volare, ma poiché ha comunque abbandonato la sua vita da neonato, adesso non potrà più diventare grande e dovrà rimanere per sempre nei Giardini.

Le fate che abitano i Giardini, dapprima spaventate da Peter, gradualmente ne diventano amiche e gli costruiscono uno speciale nido che gli serve come riparo dalle intemperie e anche come barca per navigare lungo il Serpentine Lake, il lago che divide i Giardini da Hyde Park. Ben presto il bambino dimentica la sua natura umana e diventa una creatura del Parco, imparando a vivere selvaggiamente e stando ben lontano dagli altri bambini che durante la mattina affollano i Giardini: non comprende ad esempio i loro giochi e pensa che i passeggini siano degli animali.

Peter impara a suonare il Flauto di Pan guadagnandosi il soprannome di Pan; le fate gli permettono di suonarlo durante le loro feste notturne. Deliziata dal suo suono, Mab, la regina delle fate, gli concede di esaudire due suoi desiderio. Il bambino non ha mai dimenticato sua madre, così come primo desiderio chiede di rivederla: le fate lo accompagnano in volo presso la sua casa, dove Peter rivede dopo tanto tempo sua madre addormentata nella cameretta dove un tempo lui stesso aveva dormito. Peter prova un terribile senso di colpa per aver abbandonato sua madre e decide di utilizzare il suo secondo desiderio per tornare finalmente a casa.

Le fate, tuttavia, sono molto tristi per l’addio di Peter, e decidono di salutare il loro amico con una festa; la festa è così bella che la sera dopo ne viene fatta un’altra, e poi un’altra ancora e così via. Quando finalmente il bambino si decide a tornare a casa ha un’amara sorpresa: senza che lui se ne accorgesse è passato tantissimo tempo e contemporaneamente sua madre ha dato alla luce un altro bambino. La finestra di casa sua, un tempo lasciata sempre aperta perché Peter potesse tornare, è ora chiusa e sbarrata da spranghe di ferro perché l’altro bambino non voli via come lui. Peter capisce di aver perso l’amore di sua madre e col cuore in pezzi tornerà, stavolta definitivamente, ai Giardini di Kensington.

Tempo dopo Peter incontra Maimie Mannering, una bambina che si è persa nei Giardini; i due diventano amici e Peter ne rimane talmente invaghito che le chiederà addirittura di sposarla. Maimie vorrebbe acconsentire, ma si rende conto che sposare Peter vorrebbe dire abbandonare per sempre sua madre, che di sicuro ne sarebbe devastata; così la bambina ritorna a casa, ma non dimenticherà mai Peter e da grande gli regalerà una capretta immaginaria perché Peter non rimanga mai solo.”

Mappa dei Giardini di Kensigton

Categorie:Riflessioni

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