Estratti e Racconti

Inquietudini di Cera – Sui trent’anni

 

Un cofanetto contenente le lettere che Icaro scriveva al suo amato sulle spiagge di inquietudini-di-ceraBrighton e i frammenti di maiolica blu dell’Amuleto dell’Essere sono il fulcro di questo romanzo. Inquietudini di Cera racconta la vita dei Poeti di Cera, geni incompresi, folli temerari capaci di vedere al di là delle cose. Viaggiatori instancabili che vivendo di passione e sogni lasciano un segno indelebile tra la gente rivoluzionando il mondo.

Una lettura che porta a riflettere paragonando inevitabilmente i pensieri dei personaggi al mondo interiore del lettore, riuscendo a mostrare punti di vista ribelli al pensiero corrente. Tribolazioni, voglia di amare e di vivere e allo stesso tempo la paura di affrontare la vita stessa, il timore che i sogni che abbiamo siano troppo grandi e troppo visionari per poter essere realizzati. Essere senza essere.  Infine, come in Khepri, la forza di rinascere, ogni volta che un ciclo di vita si conclude. Vortici di emozioni comuni a tutti gli uomini che hanno il coraggio di vivere.

© 2011 Lulu Edizioni
ISBN 9781470992903

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“Trent’anni sono un’età magnifica. È il momento in cui ti percepisci vivo, il momento in cui acquisisci la consapevolezza di esistere in quanto individuo. TU!

Alla fine la cosa più semplice da fare era quella di capire come elevarsi al di sopra del labirinto e vedere finalmente qual era la strada da percorrere, la sua via d’uscita. Elevarsi per vedere gli alberi nella loro interezza, assicurarsi che le proprie radici servissero all’albero per innalzarsi e diventare maestoso. Crescere senza distaccarsene. Finalmente scoprire le proprie potenzialità e spiccare il volo. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è già dentro di noi.

Non parlo più di cambiamento ma di rivoluzione, o ancor meglio evoluzione, un qualcosa che va oltre, che non cancella né mortifica quel che sei ma lo eleva a un’espressione più alta. Capisci? Nulla si distrugge, tutto si trasforma. È magnifico! Ho passato tutta la vita ad avere paura della novità, ogni mio cambiamento voluto o forzato, come nuove conoscenze, un lavoro, un esame, insomma il non sapere cosa sarebbe accaduto o come mi sarei dovuto rapportare all’ignoto, destabilizzava il mio equilibrio.
Era la paura di non essere all’altezza. Effettivamente da piccoli dovevamo dare ragione a chi era nato prima di noi, alla mamma, alla maestra, al prete e anche agli sconosciuti che ci offrivano le caramelle.
Mi sentivo costantemente messo alla prova, era come trovarmi nudo in un teatro con i riflettori puntati contro e tutti che mi guardavano aspettando che mi esibissi con uno “Scusate!”, fuggendo via, o con un “Tadàààn” facendo ridere la platea. Vivevo tutto con disagio e ogni novità implicava un nuovo adeguamento psicologico, avevo bisogno di prepararmi.

A furia di prepararmi, preoccupandomi del giudizio degli altri, di non essere all’altezza della situazione, ho sprecato tanto tempo e ho ucciso la mia genuinità di essere vivente solo per essere partecipe della Sagra delle ovvietà. Tu sei ciò che ti dicono gli altri. A trent’anni alzo il dito medio della mano e aggiungo molto carinamente: «Col cazzo!» La ricerca del posto nel mondo è dove sei tu. Tu sei il mondo, siamo tutti mondi! Adesso l’ho compreso davvero e questo mi ha dato una forza infinita!

A trent’anni desidero che tutto muti, o ancor meglio evolva, impa- rare a essere protagonista della mia storia e prendere decisioni senza più dover combattere contro il bigottismo della gente o contro le mie paure. Io, prima persona singolare del verbo essere, vivo.

Sai cosa c’è? Ho realmente compreso che i sogni e i desideri possono realizzarsi solo se lo vogliamo fortemente. Questa è vita! Se capisci cosa stai perseguendo, le sofferenze si trasformano in bazzecole. Sof- fri, ma dai ai tuoi folli stati d’animo il peso che meritano. Se non sei tu a credere ai tuoi di sogni chi può farlo?

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Alla mia età vivrai emozioni tue, che ti apparterranno! Fanculo a concetti che la vita è un viaggio, e bla bla bla. Chi se ne frega? La vita è adesso, è fottutamente e meravigliosamente un mutevole enigma. È in questo istante in cui leggi, in cui piangi e sorridi, è in ogni istante che tu vivi. Comprendi tutto ciò quando le tue scelte, le tue volontà si contrappongono all’inevitabile Destino. La vita prende il senso che gli dai e noi diveniamo ciò che scegliamo di credere.

L’esistenza è come un dipinto, puoi decidere se guardarne una stampa sul web o decidere di andare in un museo e apprezzarne le varie sfumature, le pennellate, i vari effetti visivi di luce e ombra che giocano durante il trascorrere del giorno. Hai mai pensato attraverso quanti stati d’animo passiamo durante un’intera giornata?

In questo percorso ho capito cosa voglio. Conoscere e viaggiare, viaggiare in tutto il mondo fino a comprendere che sono un’insulsa particella facente parte di un qualcosa d’immenso. Voglio anche educare le nuove generazioni alle bellezze e all’immensità del mondo e alle sue tante culture. L’umanità sarà ingenuamente sempre confusa, perché ogni giorno nasce una persona da educare. Io voglio esserci, esistere anche per gli altri.

Trent’anni sono dunque un’età magnifica, mi piacerebbe incontrarti a quell’età. Sono sicuro che diventerai una persona fantastica! Promettimi solo una cosa: realizza i tuoi sogni e continua a combattere per essi così come stai facendo.

Nel cofanetto egizio che ti ho regalato, con lo stemma di Iside e Osiride, sono custodite le copie di tutte le lettere che ti ho spedito. Lettere che ho conservato gelosamente in attesa di questo giorno, il venticinque dicembre duemilacinque, in cui non ho avuto alcun ti- more a mostrare a te il mio fragile specchio interiore.

Voglio che tu le custodisca per me, questi scritti rappresentano la cera conservata per costruire le mie ali. Qualcosa mi turba, l’inquietudine di sbagliare si fa sentire ancora. Ho bisogno di consegnarti gli strumenti per la costruzione della mia libertà e sono sicuro che Icaro-Osiride riuscirà a consegnarti nelle mani questo cofanetto, un ultimo ricordo prima ancora di scomparire dalla tua vita

Così come sono entrato con quella pallonata che hai ricevuto nel Parco di Santa Giuliana sei anni prima e rientrato pochi giorni fa inseguendoti incuriosito tra i corridoi dell’università.
Cerca di essere felice con Marco.

Tuo per sempre,
Icaro! “

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